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OLTRE IL COACHING


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"Se la montagna non va da Maometto,
allora Maometto va alla montagna".
detto popolare italiano (1)


Sul piano materiale, con la nostra percezione ordinaria, vigono nessi di causalità.
Come per tutte le questioni spinose, anche il concetto di "causa" è stato elucubrato dalle più fertili menti della storia del pensiero umano.
Nell'ambito di nostro interesse per causazione si intende una dipendenza funzionale tra eventi. Un modello sufficientemente comprensivo per rappresentare la struttura causale interdipendente in cui agiamo è la cosiddetta causazione reciproca triadica (Albert Bandura- Social foundations of thought and action. A social cognitive theory. - Prentice-Hall, 1986).
Secondo questo modello vi sono tre classi principali di fattori causali: l'ambiente esterno, il comportamento e i fattori personali interni (biologici, affettivi, cognitivi), che si influenzano mutualmente nel tempo.
Quando ci proponiamo di raggiungere un obiettivo, di determinare un cambiamento in noi e in ciò che ci circonda, dobbiamo comprendere la reciprocità tra queste classi di fattori interni ed esterni a noi, senza una divisione dualistica tra noi come agenti e la società.

Un passo oltre l'agire c'è l'essere. Noi come agenti e noi come esserci.
C'è l'esserci nelle interdipendenze, c'è uno stare autentico, profondo e superiore con il Sé.
L'agire che è coerente con l'essere contiene virtualmente il risultato. 

In quest'oltre c'è la meditazione.
La meditazione è parte di un sistema educativo superiore; un sistema originale, composito, tortuoso, minuzioso, pervasivo in grado di portarTi stabilmente in stati dell'essere più capaci, più robusti, più incontaminati, più veri.
Te ne parlo in questo blog. É l'unico argomento, qui, oltre il coaching. 

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(1) Il citato detto popolare è noto in Italia e non è presente negli scritture sacre o tradizionali dell'Islam.  Dal punto di vista filologico pare che il detto si sia diffuso a partire da un brano dei Saggi del filosofo Francis Bacon (London-UK, 1561-1626), così tradotto testualmente:

“Muhammad convinse il popolo che avrebbe saputo far venire presso di sé una montagna, per salirci sopra a pregare. La gente si radunò; Muhammad ordinò alla montagna di presentarsi più e più volte; e poiché la montagna restava ferma, per nulla imbarazzato disse: “Se la montagna non è venuta a Muhammad, Muhammad andrà alla montagna”.

La storia, attribuita erroneamente al profeta (probabilmente l'episodio è riconducibile ad un omonimo, sedicente mago arabo di epoca più tarda), fu usata da Bacon per esemplificare il concetto di Boldness (it. audacia, o qui, più precisamente da intendersi come sfrontatezza, 'faccia tosta').
Si noti anche che erroneamente, nell'approssimazione con cui ci si esprime quotidianamente e con cui ci si costruisce l'enciclopedia personale, il detto viene sovente citato in modo invertito ("Se Maometto non va...allora la montagna..."), stravolgendone il senso! In tal caso, a seconda dell'intenzione di chi la riferisce, la frase suggerirebbe un significato di onnipotenza o di fatalismo.

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