Passa ai contenuti principali

COME UN'ONDA


In alcuni scritti precedenti (vedi INSIGHT e Credere) si è accennato a quel processo basato sul conoscere e sull’accertare che porta al credere.
Con questa accezione credere è compatibile con il modo in cui le cose sono (Dharma), e, per ricaduta, lo è pure con l’applicarsi autenticamente ad un percorso di sviluppo personale.

Una tale processualità del credere apparirebbe antitetica alla modalità del credere nel dogma.
In una certa misura dissento: quando il credere nel dogma, con parole mie, è un orientamento attivo, iniziale - un energico abbrivio - verso la comprensione non concettuale di una verità più alta, la distanza tra queste due forme del credere viene progressivamente accorciata man mano che si avanza nella ricerca, per poi finalmente annullarsi giungendo all’unica vetta, comune a tutte le vie, della realizzazione transpersonale.

L’effettiva contrapposizione è piuttosto verso il credere in ciò che ci fa comodo, in ciò che ci piace pensare che sia vero; in ciò che è così comodo e piacevole da diventare oltre che credibile anche interessante, degno di studio (superficiale e fazioso) e di professione (magari bigotta).
Mi spiego meglio, e pure con un esempio salace: in tanti non fanno fatica a credere e magari a millantarsi praticanti del Tantra se pensano che sia quella cosa che passa in terza serata sul canale 78 (calmi…ho sparato il numero del canale a caso! Non mettetevi a controllarne il palinsesto…); probabilmente agli stessi risulterebbero indigesti altri insegnamenti tantrici, come “La grande liberazione attraverso l’udire”, perché effettivamente il talamo è più attraente del feretro, e la descrizione dello stato post-mortem per quanto informata e dettagliata è meno avvincente degli aforismi di Vātsyāyana.

Tornando all’accezione del credere che ci è cara, tra gli insegnamenti più ostici da accettare vi sono quelli sulle siddhi, i poteri spirituali o abilità psichiche che sono ricadute o, da un certo punto di vista, effetti collaterali determinati dell’abitudine allo stato di Śamatha (vedi FASTIDIO E…).
Rompo gli indugi con due premesse, così quelli del “ma vaaa” tornano al loro canale 78 e non li disturbo oltre: siddhi è potere extra-fisico ed extra-sensoriale; la descrizione delle siddhi è già materia Sūtrayāna, ossia appartiene anche al sistema di insegnamenti ordinari, non esoterici.
Tali poteri extra-ordinari sono quindi da intendersi non come il fine, ma come sottoprodotto, appunto, della concentrazione esclusiva perfetta, il cui scopo è l’accesso alla visione chiara della realtà.
Il termine sanscrito siddhi è di uso comune anche nell’induismo. Nell’ambito del buddhadharma specificamente si parla di cinque occhi extrasensoriali e di sei consapevolezze avanzate.
Senza scendere nel dettaglio di cosa sia raggiungibile da un essere limitato sul sentiero verso la cessazione oppure da un Buddha pienamente realizzato, riporto alcuni accenni circa le capacità raggiungibili progressivamente:
* L’Occhio extrasensoriale di carne è la capacità di vedere a grande distanza senza ostruzione, di vedere attraverso oggetti solidi, di vedere in tutte le direzioni allo stesso tempo, ecc.
* L’Occhio extrasensoriale divino è la capacità di conoscere le rinascite future.
* L’Occhio extrasensoriale della consapevolezza discriminante è la capacità di “vedere” la vacuità.
* L’Occhio extrasensoriale del Dharma è la capacità di conoscere:
- tutte le relazioni tra i vari tipi di comportamenti karmici e i loro risultati;
- i risultati maturati di tutti gli impulsi karmici;
- le varie aspirazioni di tutti gli esseri limitati;
- le varie fonti delle idee e i fraintendimenti di tutti e le varie fonti che porteranno ciascun essere all’illuminazione;
- i livelli superiori e inferiori dei poteri e delle abilità di tutti;
- i sentieri della mente che conducono ad ogni tipo di obiettivo spirituale;
- i vari stati di profondo assorbimento meditativo affinché si possa condurre esseri persi in essi a superarli;
- tutte le precedenti situazioni di rinascita proprie e degli altri;
- la morte, il trasferimento, e la rinascita futura di ognuno fino all'illuminazione e poi dove ciascuno si manifesterà successivamente;
- il grado di esaurimento dei vari fattori contaminati sul continuum mentale di ciascun essere.
* L’Occhio extrasensoriale di profonda consapevolezza è la capacità della consapevolezza onnisciente di conoscere le due verità riguardo tutti i fenomeni: la loro apparenza presente (verità convenzionale, o relativa o superficiale) e la loro naturale purezza (verità profonda).
* La Consapevolezza avanzata per i poteri extrafisici è l’abilità di produrre simultaneamente molte emanazioni fisiche differenti costituite dai cinque elementi di terra, acqua, fuoco, vento, e spazio. Essa include anche la capacità di produrre simultaneamente molte emanazioni differenti della parola, come l’abilità di parlare in un modo tale che varie persone possano comprenderla nelle loro lingue e ai loro livelli di comprensione. Essa include inoltre l’abilità di produrre simultaneamente molte emanazioni mentali differenti di pensieri e livelli della mente. Questa è l’abilità, ad esempio, di essere consapevoli di molti livelli di significati di un brano di Dharma, tutto simultaneamente. Secondo un’altra spiegazione, essa include i poteri extrafisici di volare nel cielo, di camminare attraverso oggetti solidi, e di aumentare o diminuire la dimensione del proprio corpo.
* La Consapevolezza avanzata dell’occhio divino è la capacità di vedere gli effetti differenti del karma sui vari esseri, come ad esempio le loro future rinascite.
* La Consapevolezza avanzata dell’orecchio divino è l’abilità di ascoltare suoni a qualunque distanza e di comprenderli, a prescindere dalla lingua.
* La Consapevolezza avanzata del ricordo di situazioni passate è l’abilità di conoscere le vite passate.
* La Consapevolezza avanzata di conoscere le menti degli altri è l’abilità di conoscere gli stati mentali e i pensieri degli altri.
* La Consapevolezza avanzata di essere consapevole in modo onnisciente dell’esaurimento di tutti i suoi fattori contaminati è la consapevolezza con la quale si è liberi dal ciclo delle rinascite e si è anche in grado di manifestare qualunque fenomeno allo scopo di aiutare gli altri... (nota: si sottende, ...lungo il loro cammino di sviluppo intrapreso autonomamente).

Il possesso di poteri che hanno, noi diremmo con termini più familiari, del miracoloso non rende immuni dall’orgoglio e dal pregiudizio.
Gli occhi extrasensoriali e le consapevolezze avanzate potrebbero sopraffare con la loro straordinarietà il possessore e diventare per lui, quasi per assurdo, ostacolo, anzichè ausilio, alla definitiva realizzazione.
Guru Milarepa, sommo yogi, accomiatando il suo allievo Guru Gampopa, lo avvertì di non cercare mai difetti nelle persone che lo avrebbero circondato, perché non si può mai sapere come sono davvero gli altri e che è impossibile giudicare accuratamente gli altri e le loro azioni. Se queste nozioni valgono così chiaramente anche per individui spiritualmente elevati, sono allora più che mai essenziali per chi arranca tra gli alti e bassi dell’ordinarietà.

Notate: è di non poco conto l’assenza di extra poteri che consentano di trasformare chi è quadro in tondo, o di poter “salvare” chi non vuole affrontare un lavoro interiore personale!
E non solo questo: oltre a non poter trasformare il prossimo, la stessa sottile pretesa di attendersi dall'altro l’essere ciò che non è e ciò che non vuole diventare è fonte di indebolimento personale. La pretesa diventa attesa infinita e logorante di un inverarsi impossibile.
Anche su questo aspetto Milarepa diede a Gampopa ultimi insegnamenti inequivocabili, chiedendogli di non vivere a lungo insieme a chi era schiavo dei tre veleni, perché, nonostante il suo stato di avanzato progresso personale e indipendentemente dagli extra poteri di cui era capace, ne sarebbe rimasto contaminato.

A questo punto, affrontati i brevi contributi enciclopedici sui poteri psichici e ricordate le voci dei maestri, gli spettatori del canale 78, se lo desiderano, possono tornare, perché l’epilogo è anche per loro, e per noi, e per me che scrivo, e per me che leggo...avvelenati e velenosi.
Pensieri, parole e azioni contaminati dagli oscuramenti della mente nuocciono anche ai santi, riescono a infierire sul più tenace e sano dei sentimenti, possono rovinare quanto laboriosamente e finemente preparato, coltivato, costruito, così come in natura un’onda di piena travolge tutto in un istante, indistintamente, e non risparmia certo quanto prodotto lentamente e con impegno di arte e scienza.
Salvarsi, trasformarsi, curarsi, lenirsi, acquietarsi, fidarsi…Come?
Amandosi e amando senza pretendere, attenti e grati nel ricevere. Noi per primi. Io per primo.


Post popolari in questo blog

Curati!!!

Forse deludo qualcuno, ma questo non è un dissing ! Quel che intendo dire è: “abbi cura di te ”! Come? In tanti modi. Ti propongo quello che io considero un fondamento: distingui la pigrizia dalla necessità di riposo .   Non vi è moralismo, né giudizio, ma solo osservazione e descrizione: -É pigrizia la letargia , rifugiarsi nel sonno oltre quanto occorre per recuperare le energie. -É pigrizia la procrastinazione , il rimandare con un senso di apatia, reiteratamente, ad un momento futuro imprecisato, un’attività che sappiamo di dover fare e che avremmo già dovuto fare. -É pigrizia l’attaccamento ad oggetti o ad attività negativi o insignificanti. -É pigrizia  il cercare nel senso di inadeguatezza e nel sentimento di scoraggiamento le giustificazioni per non fare. È l’accampare scuse.   Nella stanchezza restano integri, invece, il senso di responsabilità per ciò che occorre fare, la volontà di farlo e il piacere di continuare. Le nostre percezioni corporee, la vigilan...

Credere

Credere. Accogliere nelle proprie convinzioni, esserne intimamente persuasi, aderirvi, fino ad abituarcisi, ad assuefarsi: ciò a cui si dà credito esiste, diventa verità. Bel guaio allora se ci si ritrova a credere in qualcosa di non collaborativo, di limitante, di depotenziante, di disfunzionale. Danneggiarci con le proprie mani, usare le nostre stesse energie per sabotarci fino alla beffa… A che pro abbandonarci a certezze intellettuali e morali che ci sono antagoniste? Il solco delle abitudini distruttive, delle convinzioni deprimenti, non lo si devia; semplicemente lo si abbandona! La tradizione insegna le emozioni costruttive. La prima: credere che un oggetto, o un fatto che lo riguarda, sia vero (tib. dad-pa ) e di questo accettarne la realtà solo quando lo si può conoscere e accertare (vedi anche INSIGHT ) e quando possiede potenzialità effettive e qualità buone. Credere ad un oggetto di cognizione accertato e di buone qualità si fonda sulla ragione, schiarisce la mente, la dep...

Cymbalaria

L’ ammaestratore con gli oppiacei (vedi Bisturi ) ha un fratello gemello. Due morule monocorio-amniotiche che crescono in un grembo samsarico, nell’oscura placenta dei nostri fattori mentali disturbanti. Durante lo sviluppo manifestano fenotipi differenti. Il primo ora predilige gli agi e la sprezzatura; zelante nell’intervenire contro, o ancor più spesso nel prevenire, le nostre esplorazioni – come se già non bastasse il nostro incedere pavido e ipotonico a farci desistere talvolta – è colui che ci sussurra: “psss...ma dove vai, fai il bravo…dai smettila, torna qui, stai con me sul sofà, senti che comodo…ooohhhh guarda… che belle pareti di alabastro…”. Il secondo nel tempo si è fatto invece taciturno e curioso; i suoi silenzi lo hanno fatto confondere tra gli introversi, ma così tanto introverso non è. Anzi, il suo temperamento lo ha portato a rinunciare alle comodità tra le quali si crogiola il fratello e a far suo quel territorio poco battuto, al di là dei levigati confini dell’ord...