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SPORT

 
SPORT COACHING


MENS SANA IN CORPORE SANO!


Nello sport, più che mai, hai a che fare con scadenze, obiettivi, performance, risultati!
Popolano i Tuoi sogni, il Tuo dialogo interiore, le Tue tabelle di allenamento.
Sono il pane quotidiano di ogni atleta, di ogni trainer, di ogni società sportiva, a qualunque livello, in qualsiasi disciplina.
Che il Tuo sia uno sport individuale o di squadra, che Tu sia atleta, trainer o dirigente di un team, che Tu o il Tuo team dobbiate allenarvi e gareggiare, oppure che Tu sia un amatore che ha per scopo quello di tenersi in forma, o che Tu sia un principiante che intende iniziare a praticare...
Nell'ambito tecnico e fisico, scegli e affidati al Tuo trainer di fiducia o alla Tua società sportiva...per tutto il resto c'è il Tuo Coach!
Il Tuo coach potenzia le Tue spinte motivazionali e le Tue qualità mentali, sviluppa le potenzialità individuali e di squadra; nel Tuo team massimizza i processi coesivi e comunicativi; Ti supporta nel creare e mantenere attorno a Te e al Tuo team un contesto supportante, allineato ai bisogni, convergente sugli obiettivi, in cui ogni eventuale ostacolo viene gestito e minimizzato, e dove tutto viene orientato per farTi esprimere e rendere al meglio; Ti supporta nell'organizzare il Tuo tempo e le altre Tue attività di interesse.


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Curati!!!

Forse deludo qualcuno, ma questo non è un dissing ! Quel che intendo dire è: “abbi cura di te ”! Come? In tanti modi. Ti propongo quello che io considero un fondamento: distingui la pigrizia dalla necessità di riposo .   Non vi è moralismo, né giudizio, ma solo osservazione e descrizione: -É pigrizia la letargia , rifugiarsi nel sonno oltre quanto occorre per recuperare le energie. -É pigrizia la procrastinazione , il rimandare con un senso di apatia, reiteratamente, ad un momento futuro imprecisato, un’attività che sappiamo di dover fare e che avremmo già dovuto fare. -É pigrizia l’attaccamento ad oggetti o ad attività negativi o insignificanti. -É pigrizia  il cercare nel senso di inadeguatezza e nel sentimento di scoraggiamento le giustificazioni per non fare. È l’accampare scuse.   Nella stanchezza restano integri, invece, il senso di responsabilità per ciò che occorre fare, la volontà di farlo e il piacere di continuare. Le nostre percezioni corporee, la vigilan...

Credere

Credere. Accogliere nelle proprie convinzioni, esserne intimamente persuasi, aderirvi, fino ad abituarcisi, ad assuefarsi: ciò a cui si dà credito esiste, diventa verità. Bel guaio allora se ci si ritrova a credere in qualcosa di non collaborativo, di limitante, di depotenziante, di disfunzionale. Danneggiarci con le proprie mani, usare le nostre stesse energie per sabotarci fino alla beffa… A che pro abbandonarci a certezze intellettuali e morali che ci sono antagoniste? Il solco delle abitudini distruttive, delle convinzioni deprimenti, non lo si devia; semplicemente lo si abbandona! La tradizione insegna le emozioni costruttive. La prima: credere che un oggetto, o un fatto che lo riguarda, sia vero (tib. dad-pa ) e di questo accettarne la realtà solo quando lo si può conoscere e accertare (vedi anche INSIGHT ) e quando possiede potenzialità effettive e qualità buone. Credere ad un oggetto di cognizione accertato e di buone qualità si fonda sulla ragione, schiarisce la mente, la dep...

Cymbalaria

L’ ammaestratore con gli oppiacei (vedi Bisturi ) ha un fratello gemello. Due morule monocorio-amniotiche che crescono in un grembo samsarico, nell’oscura placenta dei nostri fattori mentali disturbanti. Durante lo sviluppo manifestano fenotipi differenti. Il primo ora predilige gli agi e la sprezzatura; zelante nell’intervenire contro, o ancor più spesso nel prevenire, le nostre esplorazioni – come se già non bastasse il nostro incedere pavido e ipotonico a farci desistere talvolta – è colui che ci sussurra: “psss...ma dove vai, fai il bravo…dai smettila, torna qui, stai con me sul sofà, senti che comodo…ooohhhh guarda… che belle pareti di alabastro…”. Il secondo nel tempo si è fatto invece taciturno e curioso; i suoi silenzi lo hanno fatto confondere tra gli introversi, ma così tanto introverso non è. Anzi, il suo temperamento lo ha portato a rinunciare alle comodità tra le quali si crogiola il fratello e a far suo quel territorio poco battuto, al di là dei levigati confini dell’ord...