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Visualizzazione dei post da luglio, 2021

Indicativo e presente

  Quanti se , quanti condizionali ! S e qualcuno mi dovesse redarguire di nuovo sull'uso frequente delle frasi condizionali, a detta sua chiaro segno di incertezza, forse dovrei raccontargli - ecco l'ho fatto ancora...il condizionale, mannaggia! - che una delle cose per me pacifiche è la coproduzione condizionata , e poi, come si dice?...una parola è troppo e due sono poche?...mi toccherebbe - ops, di nuovo! ...che sbadato - dirgli magari dell' interdipendenza e della vacuità . Insomma, dovrei spiegargli che io uso proprio il condizionale per esporre certi fatti quando ho ben presente come stanno e come funzionano le cose... ...a quel punto  potrei anche fargli notare che certi imperativi - Perdonate! - se improvvidamente eseguiti, hanno a che vedere con inattese maturazioni karmiche...e se si sentisse confuso da certe nuove nozioni lo consolerei  così: "Tranquillo, è solo il  samsara !". Per le incertezze, le insicurezze, le paure prescrivo invece l'ind...

Dono

I casi potrebbero essere due: o il ventaglio sinonimico che uso per certi termini si è improvvisamente ridotto, o capita che certi temi maturino e reclamino, motu proprio, uno spazio tutto per loro. E sia, devo cedere e scriverne: “…sublime arte che è l’ aprirsi per ricevere …” ( Kṣanti ) e “…stato dell’essere nutrito…dal riposo nell’ aprirsi …” ( A_____ ). Uno sarà un caso, due sarà una coincidenza, ma, ahi voi , non credo né a certe casualità, né a certe coincidenze! Aprirsi dunque, accettare che si generi uno spazio nuovo, incontaminato e flessibile, dedicato ad accogliere ciò che è voluto ed adatto; non un anfratto da stipare, non una porosità da imbibire, ma il posto d’onore per un dono atteso e prezioso. Il dono … …la valenza non saturata del verbo ricevere in un post in cui si accennava anche del saper vivere l’attesa, senza arrendersi e senza pretendere; …il frutto che matura grazie alla forza del Sole, quando l’Uomo riposa dopo aver fatto nel campo ciò che doveva, con la t...

Bisturi

“sri-bhagavan uvaca asocyan anvasocas tvam prajna-vadams ca bhasase gatasun agatasums ca nanusocanti panditah”. “Il Signore Beato, disse: Sebbene tu dica sagge parole, ti affliggi senza ragione. I saggi non si lamentano né per i vivi né per i morti”.   Bhagavadgītā  – śloka 2, 11 (§)     La parola del giorno è “ autocritica ”. Non chiedetemi perché. Altri si svegliano con in testa un jingle pubblicitario o la hit estiva, io mi sveglio a modo mio, co N ottim Y pensieri, con intenzioni positive e con lemmi di vocabolario che ronzano per la testa. E insieme al lemma appare l’immagine che lo accompagna, oggi truce: io con in pugno un bisturi, di fronte allo specchio – cosa? Volete sapere i dettagli? Siete più truci di me…mi pare una lama n°23 e la sto tenendo a palmo, da esame autoptico…contenti? – mentre annaspo tra i cassetti a cercare qualcosa per l’analgesia, che non trovo. Meglio così, penso, perché l’anestetico lo usano per l’ammaestramento. Eh sì, perché si vi...

Kṣanti

  Vivere ti chiede espressamente un dono. Ti chiede di donare Kṣanti . A quel punto risponderai: “Sì”. Ricorderai che pāramitā è il condurre alla riva opposta, è raggiungerla attraversando e lì trovare il tuo essere nuovo. Kṣantipāramitā è il coraggio di conquistare la libertà dell’agire, puramente e semplicemente, senza rinunce, più intensamente, per causare felicità. Vivere ti chiede in dono Kṣanti perché solo così ti può essere maestro in quella preziosa, sublime arte che è l’aprirsi per ricevere .

A____

A come….., ...come forma vitale del più profondo e generale processo di cura, di rinnovamento e di incremento. Quindi non l’amore, ma l’Amare, verbo, attività produttiva: portare alla vita e aumentare la vitalità, stato dell’essere nutrito dall’energia della presenza e dell’attenzione, dallo stimolo del cedersi e del fondersi, dal riposo nell’aprirsi, nel comprendersi, nell’abbandonarsi alla fiducia.