Roberto Assagioli(1) in alcune sue pagine de L'Atto di Volontà sul tema del deliberare, scegliere e decidere, espone delle considerazioni e illustra degli aspetti chiave che fanno da modello non solo per la pratica psicosintetica ma anche per le relazioni in generale, ed in particolare quelle rivolte all'aiuto, tra le quali il Coaching è un caso con specifiche finalità e modalità d'azione.
Vi propongo alcuni segmenti.
«Il processo [...] di raccontare il nostro problema(2) [...] ci aiuta a formularlo chiaramente, ad "oggettivarlo" [...] quindi a capirlo meglio. A volte, il semplice esporre in termini chiari un problema fornisce la soluzione e ci mostra la via [...]. Le domande [del professionista consultato] il suo modo di considerare la questione [...] ci fanno prendere coscienza di altri possibili punti di vista. [...] l'espressione verbale può servire a scaricare le emozioni [...] e dunque a ridurre o eliminare [...] errori e [...] confusione. L'atto di formulare precisamente ci aiuta [...] a moderare l'eccessiva e [...] irrequieta attività mentale e ci obbliga a pensare in modo ordinato.
[...] c'è [...] l'effetto sottile e indefinibile, ma genuino, della semplice presenza di un ascoltatore comprensivo e ben disposto.
Le difficoltà nel consultare [...] sorgono quando si chiede consiglio per sottrarsi alle proprie responsabilità e lasciarsi andare alla tendenza presente in molte persone di appoggiarsi agli altri [...] tendenza a sfuggire la libertà [...]».
Più avanti Assagioli elenca i punti salienti dell'azione del professionista, le forme di aiuto che può esercitare:
«1. Aiutando a formulare chiaramente il problema su cui riflettere [...].
2. [...] aiutando a vedere che si devono considerare i loro [del richiedente] punti di vista.
3. Dirigendo l'attenzione sulle [...] conseguenze delle varie scelte possibili e spiegando [...] la legge di causa ed effetto [...].
4. Aiutando la persona [...] a interpretare esattamente le impressioni e le indicazioni [...].
Il metodo usato [...] sotto forma di dialogo. [...] l'esempio più famoso è quello di Socrate, come ci viene riferito da Platone. [...] l'arte sottile con cui [il professionista] porta l'interlocutore alla scoperta personale della verità e ad adottare un modo chiaro di pensare».
Ciò ad ulteriore conferma di quanto il metodo del Coaching sia fecondo per affrontare il processo relazionale con il Coachee, così da supportarlo, stimolarlo e tenerlo orientato al conseguimento dei suoi obiettivi.
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(1) Per maggiori informazioni su Roberto Assagioli, studioso tra i più eminenti e fecondi nell'ambito della psicologia si rimanda a quanto già presente in rete.
Suggerisco i profili presentati ai seguenti link:
Per una selezione dei suoi scritti, suggerisco l'archivio al seguente link:
(2) Nel Coaching è prassi evitare l'uso della parola "problema"; si parlerà di obiettivo, o, se non è ancora stato chiarito, si parlerà più in generale di bisogno di cambiamento o di miglioramento, fino a circoscrivere il perimetro d'azione e il punto da centrare.