Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. [...]
"Posso permettermi di farle una domanda? [...] Nei componimenti d'italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?".
"Perché aveva copiato da un autore più intelligente".
Il magistrato scoppiò a ridere. "L'italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica...".
"L'italiano non è l'italiano: è il ragionare" disse il professore. "Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto".
La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò ad un duro interrogatorio.
da Leonardo Sciascia - Una storia semplice - Adelphi, 1989
Coaching è "allenamento", allenamento delle risorse personali.
Perché non includere nell'orizzonte della nostra evoluzione personale anche il proposito di migliorarci nell'uso sapiente della lingua materna?
Saper comunicare verbalmente e per iscritto in modo argomentativo, esponendo con precisione, coerenza e originalità il nostro pensiero: uno strumento fondamentale, vitale, al servizio della necessità relazionali quotidiane, per promuovere le idee, e, naturalmente, per perseguire ogni obiettivo che ci prefiggiamo.